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Russia tra coronavirus e crisi: un maggio triste e solitario per zar Putin


Maggio doveva essere il mese delle grandi celebrazioni e dell’indiscusso trionfo. Per un leader sempre pi amato e per un Paese in netta ripresa economica, capace meglio di altri di controllare qualsiasi epidemia. Ma a Vladimir Putin le cose sono andate invece tutte storte, almeno fino a questo momento. Dal coronavirus, che sembra accanirsi (anche) contro la Russia, alle manovre internazionali per stabilizzare il prezzo del greggio, che paiono sortire l’effetto opposto. Il bilancio dello Stato in difficolt; di aumentare pensioni e stipendi nemmeno se ne parla, per non dire del referendum che tre settimane fa avrebbe dovuto confermare con grande enfasi la volont del popolo russo di tenersi Vladimir Vladimirovich per decenni.

E cos, in un clima di grande mestizia, il presidente russo si ritrovato da solo a inginocchiarsi per deporre fiori davanti alla fiamma perenne che sotto le mura del Cremlino onora i caduti della Seconda guerra mondiale. Doveva essere un’occasione grandiosa per ricordare dopo 75 anni l’enorme tributo di sangue versato dall’Unione Sovietica alla lotta contro il nazismo. Qualcosa che facesse tornare in mente quel celebre giorno del 1945 quando, dopo quattro anni di scontri sanguinosi, i soldati dell’Armata Rossa sfilarono gettando in terra tutte le bandiere dei reggimenti nazisti annientati.

Putin era invece solo a celebrare, a incontrare in maniera virtuale gli eredi dei caduti di quelle epiche battaglie, a passare in rassegna il reggimento presidenziale. La parata non stata ufficialmente annullata ma solo rinviata, come ha ricordato lo stesso presidente senza mai nominare la causa principale di tutto quello che sta accadendo, l’epidemia. La Russia sostiene di essere il Paese che sta facendo il maggior numero di test al mondo, oltre cinque milioni. Comunque, sta registrando una quantit altissima di casi: 11 mila nelle ultime 24 ore per un totale di quasi duecentomila. Solo i deceduti, per fortuna, sono pochi, 1.827.

Forse per non poter essere accusato di aver fatto qualche cosa di sbagliato, Putin rimasto un po’ dietro le quinte, lasciando la gestione della crisi al suo capo di governo Mikhail Mishustin che per si ammalato di Covid, assieme a due ministri.

A differenza di altri leader che hanno visto salire la loro popolarit durante la gestione dell’epidemia, Putin, magari anche per la sua assenza, ha toccato il punto pi basso da quando divenne presidente nel Duemila, almeno secondo un sondaggio indipendente condotto per telefono: 59 per cento contro un massimo dell’85% raggiunto nel 2015.

Ma al di l del coronavirus, le cose vanno male un po’ su tutti i fronti. La Russia continua ad essere trattata da paria dall’Occidente, con le sanzioni ancora in piedi e la sua non partecipazione alle riunioni dei pi importanti Paesi del mondo. Con il petrolio che naviga attorno ai 29 dollari al barile, Mosca non pu certo definirsi una superpotenza economica (quest’anno il bilancio statale era previsto in pareggio con un prezzo del barile di circa 40 dollari). La crescita economica un ricordo, dato che per l’anno in corso si prevede una riduzione del prodotto interno tra il 4 e il 6%. E i costi delle imprese che hanno comportato per Mosca l’isolamento internazionale, come l’annessione della Crimea o il sostegno ai ribelli ucraini del Donbass, sono l che gravano sui budget annuali. Ma in ogni caso, con o senza referendum, una sola cosa appare certa: Putin non se ne andr dal Cremlino per un pezzo.

9 maggio 2020 (modifica il 9 maggio 2020 | 21:24)

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