il primo summit di persona da quando scoppiata la pandemia. A Bruxelles alle 10 inizia il Consiglio europeo straordinario che dovrebbe trovare un accordo sul Recovery Fund — il pacchetto da 750 miliardi che mira ad aiutare i Paesi pi colpiti dalla crisi scatenata dal Covid — e sul bilancio Ue 2021-2027. I capi di Stato e di governo sono stati convocati dal presidente Charles Michel per oggi e domani.
L’obiettivo arrivare a un accordo ma non garantito, ci sono ancora differenze importanti, ha spiegato un alto funzionario Ue, nonostante lo sforzo di mediazione della Germania, presidente di turno dell’Ue. Sar un negoziato lungo e difficile per i diversi interessi in gioco. Il risultato deve permettere a ogni leader di tornare a casa un po’ da vincitore. Il premier olandese Mark Rutte sembra al momento l’ostacolo pi duro, insensibile persino ai richiami della cancelliera Angela Merkel. Il primo giro di tavolo tra i 27 leader, dopo l’intervento del presidente del Parlamento Ue David Sassoli, sar sull’architettura del pacchetto. Trovare l’intesa la premessa per poi passare a negoziare i dettagli. E i nodi da sciogliere sono ancora cinque, di cui due di natura politica. Primo punto la governance, ovvero le regole sull’uso dei fondi: l’Olanda vuole un voto all’unanimit in Consiglio per l’approvazione dei piani nazionali di ripresa, contenenti le riforme che i Paesi devono attuare per avere i soldi. Tutti gli altri 26 Stati membri non sono d’accordo (neppure gli altri nordici). Ma il premier Rutte sembra inamovibile. emersa anche l’ipotesi di ricorrere a un freno di emergenza che consentirebbe a un governo di chiedere una discussione in Consiglio se si ritiene che un Paese non rispetti gli impegni di riforma. Per l’Italia inaccettabile. La proposta di Michel, che ha accolto quella della presidenza tedesca, prevede che il Consiglio decida a maggioranza qualificata in due mesi su una proposta della Commissione, cui seguiranno al massimo quattro settimane per l’esborso. Per Roma fondamentale il mantenimento della responsabilit nazionale sulle riforme e che il procedimento sia veloce. Poi c’ la questione del legame tra aiuti e rispetto dello Stato di diritto. L’Ungheria chiede un alleggerimento della condizionalit. Terreno difficile perch in gioco ci sono i valori alla base dell’Ue.
Gli altri tre punti di scontro sono di natura pi finanziaria (ma riflettono anche una visioni politica diversa). L’ammontare del prossimo bilancio Ue 2021-2026: la proposta di Michel, base del negoziato, indica un valore pari a 1.074 miliardi, per per alcuni Paesi nordici ancora troppo. La Danimarca punterebbe a 1.050. L’Italia contraria a un ridimensionamento (anche il Parlamento Ue, che su questo decide insieme al Consiglio). Si negozia anche sul volume del Recovery Fund. La proposta di Michel ha mantenuto inalterata quella della Commissione che prevede 250 miliardi di prestiti agevolati e 500 miliardi di trasferimenti a fondo perduto. I cosiddetti frugali, ovvero Olanda, Austria, Svezia e Danimarca, cui si aggiunta anche la Finlandia, vorrebbero una riduzione della cifra e un diverso equilibrio tra aiuti e prestiti pi sbilanciato verso quest’ultimi. L’Italia per il mantenimento integrale del pacchetto, che ci garantirebbe finanziamenti per circa 173 miliardi. Ma il negoziato dovr portare a un compromesso. Tra le ipotesi, una riduzione dei trasferimenti da destinare ai programmi diversi dal programma che prevede aiuti agli Stati in cambio di riforme (Recovery and Resilience Facility). Infine i rebates, il meccanismo di correzioni che restituisce fondi a Germania, Olanda, Austria, Svezia, Danimarca e che vede contrari tutti gli altri Paesi. Anche sui criteri di distribuzione la strada non del tutto spianata. A contestarli, oltre ai Paesi dell’Est che lamentano un vantaggio a favore dell’Europa del Sud, anche Irlanda e Lussemburgo. La proposta di Michel prevede la distribuzione del 70% tra il 2021 e il 2022, il restante 30% nel 2023 secondo criteri diversi tra cui il crollo del Pil nei due anni precedenti. La discussione sar molto lunga.
16 luglio 2020 (modifica il 16 luglio 2020 | 22:36)
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