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Stati Uniti, viaggio in Alabama tra strade deserte e negozi pieni: «La mascherina? Inutile»


DAL NOSTRO INVIATO BIRMINGHAM (ALABAMA) - Partenza dall’aeroporto di Pensacola, in Florida, domenica 5 luglio. Arrivo a Birmingham, Alabama, mercoled 15 luglio. Un viaggio di circa 660 chilometri nel profondo Sud e, soprattutto, in uno dei buchi neri dell’epidemia all’americana.

All’aeroporto di Pensacola la fila per il ritiro dell’auto a noleggio in linea con gli standard che abbiamo lasciato a Washington. Distanza, liquido igienizzante, mascherine. Ma appena fuori forte e immediata la sensazione di essere entrati in un mondo parallelo. Negozi aperti, atmosfera rilassata, nessuna precauzione. Lo scenario non cambia, quando superiamo il cartello che annuncia: Welcome to Sweet Home Alabama. La lunga striscia di sabbia bianca di Gulf Shores chiamata la spiaggia dei red necks, i bianchi della working class, un po’ rozzi, un po’ trascurati. Il termine fu coniato nel 1921 per indicare i minatori della West Virginia in rivolta, con una bandana rossa legata al collo. Oggi rappresentano il nerbo pi compatto dell’elettorato trumpiano. Il mare nascosto da una lunga fila di case dai colori vivaci, sollevate su palafitte. Dall’altra parte della strada, ecco le palazzine dei residence pi a buon mercato. Tutto esaurito. L’emergenza sanitaria qui non esiste.

Grandi carrelli, ma niente mascherina

Sulla riva c’ educazione. I bagnanti arrivano a gruppi: versioni moderne dei nostri fagottari degli anni Sessanta. Si portano di tutto su grandi carrelli: capanne smontabili, canne da pesca, impianto stereo, frigoriferi, casse di birra e soda. Quando se ne vanno, non rimane neanche una traccia. E la mascherina? Semplicemente non prevista. D’altra parte perch preoccuparsi? Nei supermercati, per esempio, non richiesta. Proviamo a entrare senza protezione in un negozio Walmart a Gulf Shores. Chiediamo se possibile averne una. La commessa guarda sorpresa: Ma pu entrare cos, non c’ problema. E invece il problema c’ ed enorme, visto che le ricerche mostrano come il Covid-19 si diffonda con agio negli ambienti chiusi e refrigerati. I mattatoi, per esempio. E i supermercati con l’aria condizionata a palla. L’amministratore delegato di Walmart, Doug McMillion, per ha deciso solo gioved 16 luglio di fare entrare solo chi si copre naso e bocca nei 5.300 punti vendita negli Stati Uniti. Si sono svegliati pure le altre aziende della grande distribuzione: Best Buy, Publix, Target. Tutti in colpevole ritardo di quattro mesi.

La governatrice Ivey

Anche la governatrice dell’Alabama, la repubblicana-trumpiana Kay Ivey, 75 anni, un personaggio curioso. Gioved 15 luglio ha imposto l’obbligo di indossare la mascherina su tutto il territorio. Ma poi ha aggiunto: Questa una regola che sar difficile da far rispettare. Strano se si pensa che la legislazione dell’Alabama tra le pi dure del Paese in tema di ordine pubblico. La governatrice si arresa dopo aver visto le previsioni di Deborah Birx, la coordinatrice della task force della Casa Bianca, arrivata di corsa a Birmingham mercoled 14 luglio. Birx ha spiegato che l’Alabama, 4,9 milioni di abitanti, investita in pieno dal nuovo sciame (ieri 77 mila casi a livello nazionale). Nel giro di due settimane la media giornaliera dei contagiati triplicata (da 598 a 1.702); quella dei morti quasi raddoppiata (da 12 a 22).

Gli ospedali di Birmingham, Tuscaloosa, Montgomery e Decatur sono gi al limite. E forse questi numeri cominciano a fare breccia all’interno dello Stato, man mano che si sale dalle piattaforme petrolifere e di gas naturale di Mobile, attraversando le piantagioni di arachidi che portano fino a Monroeville, la cittadina di Harper Lee, poi a Selma e a Montgomery. Il museo storico di Mobile, per esempio, aperto. Chiuso, invece, il National Voting Rights Museum di Selma, ai piedi del celebre ponte Edmund Pettus, quello della marcia guidata da Martin Luther King nel 1965.

Il tribunale e il romanzo

Si pu visitare la Old Monroe County Courthouse, a Monroeville, sostando nell’aula del tribunale, in compagnia del Buio oltre la siepe di Lee e immaginando l’arringa dell’avvocato Atticus Finch- Gregory Peck.

Montgomery, la capitale, sembra disabitata. La statua di Rosa Parks sorveglia il lungo viale desolato che porta fino al Campidoglio. Sar il caldo opprimente o sar anche che uffici e negozi sono sbarrati. Le persone si sono rintanate nei sobborghi. Per strada si vedono solo gli homeless, tutti afroamericani. A Birmingham, la citt pi dinamica dell’Alabama, da quindici giorni si sono interrotte anche le proteste per la morte di George Floyd. Un’ondata rabbiosa che ha travolto statue e monumenti. Come quella in onore di Charles Linn, capitano della Marina Confederale e uno dei fondatori di Birmingham. Ora il piedistallo vuoto, in un parco ordinato, pulito e, soprattutto, deserto.

17 luglio 2020 (modifica il 17 luglio 2020 | 23:07)

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