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Esplosione a Beirut, più di 100 morti. Preoccupazione per le tossine nell’aria


salito a pi di 100 morti e circa 4 mila feriti il bilancio delle due devastanti esplosioni che hanno devastato Beirut nel pomeriggio di marted 4 agosto, secondo quanto riportato dalla Croce Rossa libanese. I soccorritori hanno lavorato per tutta la notte. Le esplosioni, udite anche a Nicosia (Cipro), a 240 chilometri (150 miglia) di distanza, sono state registrate dai sismologi come l’equivalente di un terremoto di magnitudo 3,3. A provocare le esplosioni stato un carico di nitrato di ammonio di oltre 2.700 tonnellate che era conservato in un magazzino nei pressi del porto dopo esser stato confiscato sei anni fa. Testimoni hanno riferito di aver visto una nuvola arancione come quella che appare quando viene rilasciato gas tossico di biossido di azoto dopo un’esplosione che coinvolge nitrati e nel Paese forte la preoccupazione anche per le tossine presenti ora nell’aria.

Non ci sono ancora certezze sulle cause dell’accaduto (qui l’articolo di Lorenzo Cremonesi: Incidente o attentato?). I sospetti che si tratti di un attentato erano stati avanzati inizialmente a causa delle prime notizie circa una seconda esplosione nei pressi della residenza dell’ex premier sunnita Hariri. Tuttavia, la tesi dell’incidente appare via via pi probabile e le autorit restano caute. Nella notte Donald Trump ha rilanciato l’ipotesi-bomba, affermando durante una conferenza stampa di aver parlano con alcuni generali americani, i quali pensano si sia trattato di una bomba di qualche tipo.

5 agosto 2020 (modifica il 5 agosto 2020 | 07:58)

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