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Armin Laschet (Cdu): «Sui migranti la Ue dia un segnale all’Italia»


Il Next Generation Eu giusto, ora tocca a tutti noi usarlo in modo da rilanciare un mercato europeo pi grande, pi robusto e pi unito. Non solo una visita celebrativa per i 30 anni della Riunificazione tedesca, quella di Armin Laschet a Roma. A suggerirlo un’agenda del tutto inusuale per il ministro-presidente di un Land federale, fosse pure il pi grande com’ il caso del Nord Reno-Vestfalia. Laschet infatti incontra oggi il presidente del Consiglio Giuseppe Conte e domani il Papa, con il quale vuole ricordare il contributo decisivo che Giovanni Paolo II diede all’unit europea con la sua lotta per la fine del comunismo e la libert dell’Europa orientale. Il premier renano vedr anche il ministro degli Esteri Di Maio e, in un ricevimento alla residenza dell’ambasciatore tedesco, si intratterr con un pezzo importante di establishment italiano: i ministri Lamorgese e Gualtieri, la presidente del Senato Casellati e poi Zingaretti, la sindaca Raggi, gli ambasciatori dell’Ue, alcuni capi d’impresa e direttori di giornali.

C’ una sola spiegazione per questo calendario: dopo la vittoria della Cdu nelle comunali del suo Land, Laschet il candidato di testa per la presidenza della Cdu, una carica che renderebbe inevitabile la sua candidatura alla cancelleria nelle elezioni del prossimo settembre. Ed lui in realt il favorito in pectore di Angela Merkel, che in Laschet vedrebbe assicurata la continuit del suo corso centrista. Detto altrimenti, il viaggio in Italia quasi una investitura per l’uomo che tra un anno potrebbe essere il nuovo cancelliere tedesco.

Perch 30 anni dopo la riunificazione ci sono ancora divisioni tra le due Germanie?

L’unit della Germania cos come quella dell’Europa non sono ancora state completate. Ci sono su alcuni atteggiamenti diversi nel centro e nell’Est europei. Ma ci sono anche differenze di mentalit e di visione tra l’Est e l’Ovest della Germania. In questo senso c’ ancora molto lavoro. Dal punto di vista economico stato fatto tanto. Helmut Kohl aveva parlato di “paesaggi in fiore”. un fatto che ci siano molte aree e citt dell’Est in ottime condizioni, il decadimento di allora stato fermato e rovesciato. Si investito tanto nelle infrastrutture. Ma dal punto di vista mentale, molte persone non si sentono del tutto accettate. Vivere in un sistema politico diverso fa una differenza, ne conseguono percorsi di vita ed esperienze diverse. Ed compito di tutti i tedeschi superare gli ostacoli che ancora esistono e completare anche l’unit nelle teste delle persone.

Con il Next generation Eu l’Europa ha rotto il tab dei debiti in comune. Ma la possibilit di emettere bond europei una tantum o dev’essere il primo passo verso pi integrazione e solidariet?

La mia speranza che si tratti di un primo passo verso una nuova, comune coscienza europea. Di fronte alla pandemia, l’Europa ha fronteggiato il rischio di una rottura tra Nord e Sud, Est e Ovest. Ora, grazie alla decisione del Consiglio europeo, possibile rendere di nuovo forti i Paesi, in particolare quelli del Sud, pi colpiti dal coronavirus. Una cosa evidente: proprio la Germania, il maggior Paese esportatore, dipende in modo massiccio dal successo economico dell’Italia. Noi e gli altri Paesi dell’Ue possiamo essere forti solo se anche l’Italia e le nazioni del Sud lo sono. Questo riconoscimento al tempo stesso segno di solidariet e nostro primario interesse.

No. Il governo italiano ha l’obiettivo non solo di tornare ai livelli dell’economia precedenti la pandemia, ma anche di usare le risorse per la modernizzazione delle infrastrutture, l’agenda climatica, la digitalizzazione. Penso che l’Italia ce la far. Solo cos potremo insieme costruire un’Europa forte che abbia un posto nel mondo, di fronte agli Usa e alla Cina.

La questione migratoria tornata ad aggravarsi. Cinque anni dopo la crisi del 2015, non c’ ancora un meccanismo di redistribuzione e le regole di Dublino sono ancora l. Come si risolve il problema?

C’ bisogno di un consenso, non si pu costringere nessuno a maggioranza ad accettare i rifugiati. Ma i migranti che arrivano a Lesbo o a Lampedusa arrivano in Europa. Quindi occorre una risposta europea. una responsabilit comune. Ci significa che l’Ue deve aiutare nella protezione delle frontiere, nella registrazione dei profughi, nella distribuzione solidale. una strada lunga ma sono ottimista.

Che ne pensa della recente proposta della Commissione?

un buon inizio. Ci vuole pi responsabilit europea, che il segnale da dare a Grecia e Italia. Ma ci saranno ancora molte discussioni sui dettagli”.

La pandemia ancora fra noi. I nuovi contagi tornano a salire ovunque. Teme un altro lockdown?

Dobbiamo fare di tutto per evitarlo, altrimenti ci sarebbero danni pesantissimi all’economia in Europa. Gi ora in Germania e nell’Ue siamo dentro la pi grave crisi economica dalla Seconda guerra mondiale. Occorre interrompere e mettere sotto controllo le catene infettive. In Germania, dove gli sviluppi variano da Land a Land, vogliamo reagire in modo mirato: quando certi valori saranno superati, programmiamo un lockdown locale e in certe citt specifiche attivit potrebbero essere proibite. Voglio per dire che in questa fase l’Italia sta controllando la crisi meglio di altri Paesi, le cifre italiane del contagio ci danno speranza, gli italiani sono disciplinati e sono un modello per l’Europa.

Il caso Navalny, il dissidente russo avvelenato e poi curato a Berlino, ha innescato in Germania un dibattito sul gasdotto Nord Stream 2. Dev’essere fermato, come chiedono molti anche dentro la Cdu, come misura punitiva verso Mosca?

Il caso Navalny dev’essere chiarito rapidamente. responsabilit della Russia trovare i responsabili. L’Ue deve far pressione su Mosca perch venga fuori la verit. Ma il Nord Stream 2 non ha alcun legame con questa vicenda. Ci vuole una risposta europea al caso Navalny. Anche negli anni della tensione con l’Unione Sovietica, c’erano forniture di gas in Europa. Per questo condivido la posizione del governo tedesco.

Lei candidato alla presidenza della Cdu, che significa anche l’ambizione a candidarsi alla cancelleria. Se diventasse cancelliere, come guiderebbe la Germania nell’Europa e nel mondo?

Eleggeremo in dicembre il nuovo presidente dei cristiano-democratici. Poi insieme alla Csu bavarese discuteremo del candidato cancelliere. Io voglio che la Cdu rimanga ancorata al centro e che nella politica internazionale ed europea segua in pieno la tradizione di Konrad Adenauer, Helmut Kohl, Angela Merkel. Oggi occorre pi coraggio per l’Europa. Abbiamo bisogno di un rilancio dello spirito europeo verso l’interno e di un’autoaffermazione dell’Europa verso l’esterno.

Come giudicher la Storia Angela Merkel?

La sua cancelleria stata segnata da grandi crisi internazionali: quella finanziaria mondiale, quella del debito europea, la crisi dei rifugiati e ora la pandemia. Il merito particolare di Angela Merkel stato di aver tenuto insieme la Germania e l’Europa. E questo sar il compito di ogni successore

Un compito difficilissimo.

cos per ogni grande personalit. Fu detto anche per il dopo Helmut Kohl. All’inizio alcuni erano scettici che Angela Merkel potesse diventare una grande cancelliera. Ogni generazione ha bisogno di nuove personalit, che mettono la loro impronta. Una cosa indubbia: noi tedeschi abbiamo molto di cui essere grati ad Angela Merkel”.

29 settembre 2020 (modifica il 29 settembre 2020 | 23:04)

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