giornaleconfidenziale

Quotidiano italiano

ESTERI

Usa 2020, il voto dei Grandi elettori incorona Biden 46esimo presidente degli Stati Uniti- Corriere.it


Intorno alle 20 americane, notte fonda in Italia, il nuovo leader parler al Paese, promettendo, ancora una volta, che governer a nome e nell’interesse di tutti gli americani. un altro invito all’unit, nel momento in cui i morti per Covid superano la soglia dei 300 mila e, nello stesso tempo, inizia la distribuzione del vaccino Pfizer. Biden prova dunque a chiudere la stagione delle divisioni, della discordia, chiedendo a tutti, dai governatori ai cittadini, di concentrarsi sul primo obiettivo: 100 milioni di persone vaccinate da qui alla fine di marzo.

Ma per Donald Trump non finita. Il presidente in carica riuscito a trasformare una formalit come il voto del Collegio elettorale in un evento drammatico, seguito in diretta dalle grandi catene televisive del Paese. Eppure nessuno, neanche tra i repubblicani, si aspettava sorprese. I 538 rappresentanti scelti dagli americani con le elezioni del 3 novembre si sono riuniti nei singoli Stati, dichiarando le loro preferenze. I delegati sono di solito funzionari di partito o persone che hanno finanziato le campagne. I pi noti sono sicuramente Bill e Hillary Clinton che hanno fatto parte del gruppo dei 29 delegati dello Stato di New York.

Le procedure sono ancora in corso, mentre il Corriere va in stampa. Biden, comunque, ha superato la soglia di maggioranza, fissata a 270, e dovrebbe ottenere tutti i 306 voti attesi, contro i 232 attribuiti a Donald Trump.

uno scenario simmetrico a quello del 2016. All’epoca The Donald batt Hillary 304 a 227 e per mesi parl di vittoria a valanga. Oggi, invece, continua a insistere contro tutte le evidenze: Mi stanno rubando le elezioni.

La sua campagna di delegittimazione ha avvelenato la transizione dei poteri, seminato tensione e anche qualche allarme. Dal Michigan alla Georgia, dall’Arizona alla Pennsylvania, i quattro swing States decisivi per la vittoria di Biden, arrivano segnalazioni di minacce di morte rivolte ai funzionari che hanno guidato la macchina elettorale. La polizia, ieri, ha deciso di scortare i dieci Grandi elettori del Wisconsin, anche questi pro Biden, fino alla sede del parlamento di Madison, la capitale dello Stato. In Michigan un deputato repubblicano locale, Gary Eisen, non aveva escluso disordini davanti al Capitol Hill di Lansing. Il partito lo ha sconfessato, ma intanto le autorit hanno blindato l’edificio, facendo entrare solo i 16 delegati.

L’ultimo passaggio ora fissato per il 6 gennaio, quando Camera e Senato, riuniti in seduta comune, prenderanno atto della comunicazione del Collegio elettorale e nomineranno ufficialmente il nuovo presidente. Un gruppo di deputati repubblicani, non sappiamo ancora quanto numeroso, cercher comunque di disturbare anche questo appuntamento. Nel concreto Trump non ha speranze. Il risultato in alcuni Stati potrebbe essere ribaltato solo con il via libera dei due rami del parlamento. La Camera, controllata dai democratici, far muro.

Ma il boicottaggio di Trump ha messo in luce la grande fragilit del processo elettorale. lecito chiedersi, per esempio, che cosa sarebbe successo se anche la House of Representatives fosse stata controllata dai repubblicani.

14 dicembre 2020 (modifica il 14 dicembre 2020 | 21:47)

© RIPRODUZIONE RISERVATA

LASCIA UNA RISPOSTA

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *