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l’impegno delle start-up per il cambiamento climatico – Libero Quotidiano


(Roma, 14 gennaio 2021) – Il tema del riscaldamento globale è uno dei topic più dibattuti di recente: la causa è legata ovviamente agli effetti sempre più dannosi ed evidenti prodotti dall’inquinamento e dall’eccesso di emissioni di CO2 nell’atmosfera.

Secondo il rapporto dell’Agenzia Internazionale dell’Energia (IEA), nel 2019 sono stati emessi ben 33 milioni di tonnellate di anidride carbonica a livello mondiale, con una crescita esponenziale dall’inizio dell’epoca dell’industrializzazione a oggi.

La presa di coscienza legata alle tematiche ambientali si sta diffondendo soprattutto nelle giovani generazioni e si traduce nell’impegno concreto di numerose start-up nel contrastare l’effetto serra individuando procedure avanzate per abbattere i livelli di diossido di carbonio presenti nell’atmosfera.

Alberi meccanici per “catturare” la CO2

Come mostra un interessante approfondimento video di Eni Tv dedicato al tema dell’innovazione sostenibile, i ricercatori dell’Arizona State University hanno realizzato una foresta “artificiale” in grado di catturare l’anidride carbonica. Il progetto, ideato dall’Università dell’Arizona e sviluppato dalla società Silicon Kingdom Holdings di Dublino, prevede la realizzazione di alberi meccanici formati da dischi in grado di assorbire la CO2 presente nell’aria.

L’ingegneria meccanica riesce ad ottenere risultati estremamente significativi attraverso innovativi dispositivi hi-tech che arrivano ad assorbire circa 3,2 milioni di CO2 all’anno, al costo limitato di 10 dollari alla tonnellata. In questo modo si possono recuperare e “riciclare” gli stessi gas serra dannosi per l’ecosistema per creare nuovo combustibile, a fronte di una spesa compresa fra i 100 e i 200 dollari per tonnellata.

Trasformare l’inquinamento in risorsa

Nella stessa direzione si muove anche il progetto Air to Fuel, sviluppato da Carbon Engineering a Calgary: l’azienda si serve di una combinazione di diverse tecnologie green per trasformare l’anidride carbonica emessa nell’ambiente in combustibile “carbon neutral”.

Il processo di trasformazione prevede diversi passaggi: nella prima fase viene impiegata l’innovativa tecnologia Direct Air Capture che cattura e concentra la CO2 direttamente dall’atmosfera. Nello step successivo l’acqua viene dunque sintetizzata in idrogeno e ossigeno (elettrolisi), utilizzando energia proveniente da fonti rinnovabili, come quella prodotta da pannelli solari. Infine idrogeno e anidride carbonica vengono lavorati insieme per produrre idrocarburi che possono essere raffinati in diesel, gasolio e carburante per aerei.

Questi sono solo alcuni dei progetti che rappresentano dei chiari segnali della volontà di cambiamento portata avanti da start up innovative e motivate, che credono in un futuro migliore e sostenibile e nello sviluppo di un’economia circolare. Al contrario infatti dell’economia tipicamente lineare, basata sulla creazione di prodotti che, alla fine della loro vita, vengono eliminati generando rifiuti ed inquinando l’ambiente, la circolarità si basa sul riuso di oggetti e di risorse, in un meccanismo virtuoso che consente di limitare gli sprechi e le emissioni. In questa prospettiva, quindi, lo stesso inquinamento può quindi essere sfruttato per produrre altra energia utile.

Il futuro della ricerca: decarbonizzazione e sostenibilità

Per riuscire ad ottenere risultati tangibili in tema di sostenibilità ambientale è indispensabile il contributo della ricerca scientifica nell’ideare e realizzare tecnologie sempre più avanzate che impiegano in maniera efficace le fonti di energia rinnovabili. Gli investimenti dei centri di ricerca e delle grandi aziende del settore energetico si stanno dirigendo proprio in questa direzione, affiancati dall’attenzione crescente delle start-up ad investire in processi e tecnologie green.

Un esempio è quello della multinazionale Eni che sta lavorando per perseguire gli Obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile (SDGs) prevedendo una progressiva decarbonizzazione e un incremento nell’utilizzo delle fonti rinnovabili, in modo da ridurre le emissioni nette di gas serra del 30% entro il 2035 ed arrivare all’80% nel 2050. Queste sfide sono in linea con l’Agenda Onu 2030 e si pongono come tappe fondamentali verso la salvaguardia dell’ecosistema naturale.

Il cammino da percorrere di certo è ancora lungo e complesso, ma le premesse sembrano essere comunque positive: in generale, i progressi in ambito di ricerca e diffusione delle energie rinnovabili, grazie anche al ruolo attivo di numerose aziende affermate e di start-up in tutto il mondo, rappresentano il fulcro essenziale del processo di transizione verso un sistema energetico green, decarbonizzato e altamente sostenibile.

Approfondisci

Per approfondire l’argomento puoi guardare il video di Eni tv all’indirizzo

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